RECENSIONE

di Daniele Giussani

Content Editor

ALTO TRADIMENTO

di Angelo Polimeno Bottai

Non appare mai del tutto chiara la storia della nostra nazione. Sempre intrisa di fitti misteri, sotterfugi e collusioni “inusuali”. Dal lontano 17 Marzo 1861, passando per il ventennio fascista. Nella Repubblica parlamentare, dal dopoguerra ad oggi, possiamo facilmente inanellare una dozzina di eventi storici puntualmente non risolti, che hanno contribuito ad avvicendare radicalmente il “Bel Paese” decantato da Petrarca.

Alto Tradimento mette a fuoco – sotto la lente d’ingrandimento – i probabili eventi che hanno spinto l’Italia verso il declino, fino a quello dei giorni nostri. Lo fa evidenziando ruoli e responsabilità dei personaggi che cercarono di affossare lo Stato, contrapponendoli a coloro i quali provarono a unire le forze, mettendo in piedi atipici patti e compromessi. Lo fa ripercorrendo un percorso storico che si fonda su documenti, carte segrete e testimonianze del giurista e professore universitario Giuseppe Guarino, figura politica di spicco importantissima e uomo chiave in delicati incarichi di governo.

Angelo Polimeno Bottai ci guida in rievocazioni e approfondimenti “secolari” di vicende italiane, documentate dalle rivelazioni inedite contenute nell’archivio dei ricordi e nelle carte di Guarino, inguaribile europeista all’epoca dei padri fondatori dell’unione europea ma successivamente censore in tema degli ultimi patti di bilancio e della moneta unica. Armato di una cultura diretta degli avvenimenti nazionali e comunitari, intrisa delle giuste competenze sulle questioni economiche e giuridiche, il vicedirettore di Rai Uno abbatte le barriere degli enigmatici misteri e individua piano piano i motivi del tramonto della nazione italiana.

Lettura piacevole e mai banale, i diversi spunti di interesse danno modo all’opinione pubblica di poter comprendere fino in fondo gli assunti di base che hanno indotto i passati governi a virare la rotta verso le privatizzazioni, la dismissione dell’apparato industriale dello Stato, gli accordi europei di Maastricht e le verità occulte nascoste dietro l’attuale moneta unica, l’Euro. I lettori più attenti avranno modo di porsi le giuste domande: esiste oggi, dopo le tanto decantate privatizzazioni, un tornaconto per il popolo italiano? Il Patto di Stabilità fa bene oppure crea danni senza rendere nulla in cambio? Il Fiscal Compact può essere eliminato perché non ha validità giuridica?

Domande alle quali servirà ancora del tempo per rispondere. Certo è che tra le righe di questo libro possiamo scoprire un l’Italia figlia di regole intrise di un bieco europeismo imposte malvolentieri. Di politici collusi che hanno avallato patti di stabilità e crescita ritenuti successivamente “stupidi”, ma soprattutto di battaglie che si sono dimostrate per l’interesse dell’Europa e non per l’interesse della nazione e degli italiani. Battaglie, sottolinea Guarino, che hanno assecondato gli interessi dei grandi gruppi economico-finanziari, dimenticando di fare il bene della nostra Italia.

Difficile sottrarsi a una lettura “che fa luce su tutte queste vicende nazionali, rimaste finora del tutto sconosciute ai più. Tutto ciò può aiutarci a comprendere meglio le ragioni che negli ultimi venticinque anni – tra veti incrociati, raffiche di fuoco amico e referendum bocciati dai cittadini – hanno determinato la paralisi istituzionale italiana“.

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