Consigli di lettura

di Maria Rosaria De Falco

Amica di Eli 

BALZAC E LA PICCOLA SARTA CINESE

di Dai Sijie

Un libro feroce e poetico, un libro avvincente, che ho letto in un’ora. E sto per scaricare il film. Un libro che mi ha fatto conoscere la crudeltà della rivoluzione culturale cinese, il terrore della rieducazione degli sporchi intellettuali, e in particolare di due ragazzi colpevoli di essere figli di medici, una categoria di professionisti che credevo si fosse salvata in Cina. È la storia dell’autore del testo, anche lui figlio di medici, anche lui rieducato, e per fortuna scappato a Parigi.

I protagonisti hanno frequentato poco la scuola, anche quest’ultima devastata e cancellata dagli eccessi rivoluzionari, e – sebbene esiliati in un remoto paese di montagna dove la storia ha compiuto un balzo dal Medioevo al Comunismo, saltando tutte le tappe intermedie – scoprono il fascino della lettura, soprattutto di quella letteratura fatta di sentimenti, amore e desiderio. Neanche la musica, ed il violino che il narratore suona, ha lo stesso fascino dei libri, amati a tal punto che il narratore Ma, ne copia per intero uno, sulla sua giacca di montone.

Non ho mai letto di un simile atto d’amore verso la parola scritta, anche i protagonisti di Farenheit 451, che per alcuni versi ricordano quelli del libro di Dai Sije, dematerializzano la letteratura imparandola a memoria e recitandola. Niente a che vedere con l’immagine di un libro indossato sulla pelle. Forse il cinema, anche il retorico cinema coreano, che della letteratura alta è lo specchio deformato, riesce a far breccia nei sentimenti del capovillaggio, un orco tirannico dai denti marci.

Ma dove i libri creano un’esplosione atomica, è nella vita della piccola sarta, che scopre, attraverso la letteratura, una nuova maniera di immaginare. Perché è questo l’effetto che su di lei fanno i libri: immaginare un mondo diverso dalla Montagna della Fenice, un mondo altro, dove la bellezza può essere apprezzata, dove si può fare anche a meno dell’amore, se in cambio c’è la libertà. Una libertà piccola piccola , rossetto e scarpe da ginnastica immacolate, e una fuga verso un ignoto che forse tanto felice non è.

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