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"cambiare l'acqua ai fiori"

di Valerie Perrin

La recensione di Maria Cecilia D’Asdia

copertina libro-cambiare l'acqua ai fiori-valerie perrin-eli libreria indipendente
Casa editrice

e/0

Pagine

476

Prezzo

€ 18,00

 

La recensione

“Cambiare l’acqua ai fiori è un romanzo scritto da Valérie Perrin, ambientato nel cimitero di un piccolo villaggio francese, Brancion-en-Chalon, che ha come protagonista una donna, Violette Toussaint, il cui cognome significa Ognissanti.

 

Violette è ormai da vent’anni la custode di questo luogo che spesso nella nostra immaginazione è ritenuto essere un posto dai colori grigi, in cui il sentimento di speranza lascia quasi sempre il posto alla tristezza, alla rassegnazione o alla rabbia per aver perso i propri cari.  Ma per Violette non è così, per la donna il piccolo cimitero è diventato il suo accogliente rifugio dove ogni giorno si occupa delle sue grandi passioni: l’orto in cui crescono, grazie al continuo impegno, diversi tipi ortaggi, il giardino dove coltiva fiori e piante che poi vende ai visitatori del cimitero, e infine gli animali.  Gatti che hanno scelto come casa la tranquillità del cimitero e cani che hanno accompagnato i padroni nell’ultimo viaggio e che poi hanno scelto di continuare a vivere accanto a loro.

La donna si prende cura delle tombe trascurate dai parenti, le pulisce, pianta fiori, alberelli e cespugli. Negli anni ha anche preso l’abitudine di trascrivere le orazioni funebri e descrivere minuziosamente ogni funerale così da poter dare la possibilità, a chi non è riuscito ad essere presente alla funzione, di esserne comunque partecipe. 

Violette trascorre la sua vita serenamente, circondata dall’affetto dei suoi amici che le tengono compagnia: il prete, i titolari dell’agenzia delle pompe funebri e gli addetti alle sepolture, persone solari, allegre che riempiono la sua vita e la sua casa.

 

Nessuno però conosce bene il passato di Violette, prima del suo arrivo a Brancion-en-Chalon. Nessuno sa che fino ad allora la sua vita era stata costellata da eventi spiacevoli, dolorosi, drammatici ma anche da incontri che l’hanno aiutata a rialzarsi e a rimettere insieme i pezzi della sua vita che era andata in frantumi e a tornare a credere che un’esistenza è ancora possibile.

 

Quando ormai pensa di aver chiuso da tempo i conti con il passato la sua vecchia vita riemerge con l’arrivo al cimitero di un commissario di polizia che si presenta con una particolare richiesta. Da quel momento la vita della protagonista prende una piega inattesa, si scoprono legami fino allora taciuti e vengono a galla verità per decenni sepolte nella polvere.

Attraverso descrizioni di incontri, testimonianze, flashback e pagine di diari che erano stati tenuti nascosti la storia di Violette si intreccia con quella di tanti altri personaggi in un susseguirsi di eventi che terranno i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

 

Cambiare l’acqua ai fiori,a dispetto della sua ambientazione, è un inno alla vita e alla speranza che un futuro è sempre possibile malgrado la vita ci possa mettere di fronte ad eventi in grado di annientarci. Questo libro ci fa capire quanto sia importante non soffermarci mai alla prima impressione che abbiamo alla conoscenza di una persona ma di andare al di là della maschera che ognuno di noi indossa nella vita quotidiana per proteggerci e nascondere agli altri i nostri veri sentimenti.

Questo romanzo ci aiuta ad abbandonare il brutto vizio, che ognuno di noi ha, di dover collocare ogni persona che incontriamo nella nostra vita in un particolare cassetto dell’armadio dei nostri pregiudizi e ci insegna ad ascoltare e a capire i rumorosi silenzi con cui parlano i nostri cuori.”

Maria Cecilia D’Asdia

 

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