A NIGHT FOR MILES DAVIS
100 anni. Una tromba. Il futuro.
Il 26 maggio 1926 nasceva Miles Davis.
Non è stato solo il più grande trombettista del jazz. È stato l’uomo che ha cambiato le regole cinque volte, e ogni volta ha avuto ragione lui.
A 19 anni suona con Charlie Parker e riscrive il bebop. Poi rallenta tutto e inventa il cool jazz. Nel 1959 entra in studio con Bill Evans e John Coltrane: escono dopo due giorni con Kind of Blue. È ancora oggi il disco jazz più amato al mondo, perché sembra semplice. Non lo è. È la perfezione della sottrazione.
Poi accende l’amplificatore. Si mette alle spalle il pubblico. Prende a pugni il jazz con Bitches Brew e inventa la fusion. Viene fischiato, criticato, osannato. A lui non importa. “Io devo cambiare,” diceva,”È come una maledizione.”
Miles ha tolto note invece di aggiungerle. Ha fatto suonare le pause. Ha trasformato il silenzio in musica.
Ha influenzato Prince, i Radiohead, il cinema di Louis Malle e chiunque dopo di lui abbia avuto il coraggio di rischiare.
Per il suo centenario, la libreria eli diventa un jazz club per una notte.
Niente polvere da museo. Solo la storia viva di un uomo che dava del tu al futuro.
Musica dal vivo, aneddoti, e il racconto di come un ragazzo di East St. Louis è diventato l’artista che ha definito il suono del Novecento.
Perché Miles non si ascolta. Si attraversa.
“Ci vuole molto tempo per suonare come te stesso”, diceva Miles.
Tiziano Ruggeri : tromba
Alessio Scialò : pianoforte
Marco Loddo : contrabasso
Federico Orfanò : batteria
