«Opera di angeli e non di uomini». In questa frase, che la tradizione attribuisce a Michelangelo Buonarroti, è racchiuso l’enigma che da quasi duemila anni inchioda chiunque varchi la soglia del Pantheon. Come può un edificio sopravvissuto intatto alla caduta di Roma, ai saccheggi, ai terremoti e all’incuria dei secoli apparire ancora oggi più ardito di qualsiasi costruzione moderna? Questo libro nasce per rispondere a tale domanda, e per riaprirne molte altre. Il viaggio comincia là dove tutto sembra chiaro e nulla lo è: la celebre iscrizione del pronao proclama che fu Marco Vipsanio Agrippa a innalzare il tempio, eppure le pietre raccontano un’altra storia. Chi costruì davvero il Pantheon? Adriano, come si è creduto per un secolo, o forse Traiano? Il lettore sarà chiamato a seguire le prove, dai bolli laterizi alle cronache antiche, in un’indagine che ha il ritmo di un’inchiesta e l’eleganza di una disputa fra studiosi ancora oggi irrisolta. Al cuore del volume domina la cupola, vertice assoluto dell’architettura romana e ancora oggi la più ampia volta in opus caementicium (calcestruzzo) non armato mai realizzata, con un diametro di circa 43,44 metri perfettamente uguale alla sua altezza. Perché non è mai crollata? La risposta si nasconde nella sapiente progressione dei materiali, negli alleggerimenti dei lacunari, nell’equilibrio di pesi e spinte che l’autore svela passo dopo passo, fino all’oculus sommitale, attraverso il quale il sole compie ogni giorno il suo silenzioso pellegrinaggio sulle pareti, trasformando l’edificio in un orologio cosmico in dialogo con il cielo di Roma. Ma il Pantheon è anche un luogo di continue metamorfosi. Tempio pagano divenuto chiesa cristiana nel 609 d.C. con il titolo di Santa Maria ad Martyres, spazio imperiale mutato in santuario mariano e poi in sacrario nazionale, esso ha accolto reliquie, icone, la tomba di Raffaello e quelle dei re d’Italia. Ogni restauro, ogni spoliazione, ogni ferita rimarginata aggiunge un capitolo a una vicenda che non ha mai smesso di scriversi. Chi cerca un monumento già noto resterà sorpreso. Chi accetta di seguirne le tracce scoprirà che dietro l’apparente semplicità si cela una stratificazione di domande ancora aperte, di ipotesi affascinanti, di silenzi eloquenti. Entrare nel Pantheon significa varcare una soglia fra terra e cielo, fra tecnica e sacro: e questo volume di divulgazione è la chiave per attraversarla davvero, comprendendo finalmente perché continui a parerci «angelico».
Dialoga con l’autore il dott. Fabrizio Falconi, giornalista/scrittore e divulgatore storico.
