“L’Intagliatore” di Enrico Campofreda

"L'Intagliatore" di Enrico Campofreda

Quando

20 Settembre 2025    
18:00 - 19:00

Prenotazioni

Prenotazioni chiuse

Dove

Libreria ELI
Viale Somalia 50/A, Roma, Roma, 00199, Lazio

Tipologia evento

Presentazione del libro “L’Intagliatore” di Enrico Campofreda.

 

E’ l’amore per la vita che conduce Antonio Cardea a non abbandonare il fratello Carmine, nascosto dopo l’omicidio-vendetta del farmacista del paese che aveva abusato della loro sorella. Quell’uomo non era solo conosciuto e facoltoso, era diventato Podestà e pur cadavere si ritrovò al fianco il Regime fascista. I fratelli Cardea avranno presto al loro fianco i Carabinieri, non per sostegno ma per reciproco arresto, cui seguiranno due condanne. Finiranno uno all’ergastolo, l’altro in un carcere minorile.

Comunque la vita spezzata di Antonio rifiorisce in cella, dove, pur osservando il mare solo in lontananza, potrà goderne di colori e profumi. Farà poi un incontro che gli segnerà l’esistenza: Monaldo, il tecnico ebanista, l’avvierà al lavoro d’una materia viva: il legno. Non solo. Per Antonio e la classe di reclusi dediti alla falegnameria, Monaldo sarà anche un maestro di vita, cultura e politica.

All’uscita dal carcere il ragazzo diventato uomo continuerà a dedicarsi all’arte appresa, ma avrà l’occhio rivolto ai ceti oppressi. Sarà prima migrante a Marsiglia, dove incrocerà sguardi e sentimenti per Marianna, quindi combattente per la Spagna Repubblicana assediata dai reparti del golpista Franco, sostenuto dai dittatori Mussolini e Hitler. Nella sanguinosa e affliggente condizione di trincea Antonio conoscerà sogni e morte dei compagni d’armi e d’ideali, e le contraddizioni d’un Fronte Popolare vittima delle proprie divisioni.

A sostenerlo saranno la fortuna e gli struggenti tramonti su terreni desolati e martoriati dall’aviazione nemica. Pur senza poter usare le tinture, che l’intrigavano sin da bambino, Antonio continuerà a ricordare le immagini dei ‘Maestri del colore’ mostrate di soppiatto da Monaldo durante le lezioni. Lo speciale insegnante propinava capolavori artistici e scritti marxisti, caratterizzando la formazione del giovane recluso diventato comunista.

E pure davanti al fallimento d’ogni socialismo reale, l’Antonio maturo, a sua volta stimato maestro di pialla e sgorbio, applicherà all’impegno artigiano coerenti princìpi di equità sociale secondo personalissimi criteri di un’utopica società di eguali. Continuando a rivolgere il cuore a ogni passione, umana e ideale.

 

Dialoga con l’autore Flavia Trupia, amministratrice di “Per la Retorica”.

 

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