"Mi dovrete uccidere" di Marco Sani

Quando

22 Marzo 2025    
17:30 - 19:30

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Dove

Libreria ELI
Viale Somalia 50/A, Roma, Roma, 00199, Lazio

Tipologia evento

Sono trascorsi cinquant’anni da quella tragica notte del novembre del 1975 quando Pasolini è stato massacrato all’idroscalo di Ostia. Ci sono voluti 47 anni perché lo Stato Italiano riconoscesse, attraverso l’istituzione di una commissione parlamentare, che l’appuntamento con i suoi assassini era stato organizzato per la restituzione dei negativi del film Salò o le 120 giornate di Sodoma, trafugati dai magazzini della Technicolor, e non, come si era voluto sostenere, per un incontro di natura omosessuale. Nonostante il mezzo secolo trascorso, dopo le centinaia di articoli e libri che hanno pedissequamente riportato ciò che la pubblicistica di Stato voleva che fosse detto e scritto, l’immagine di Pier Paolo Pasolini è tutt’ora traboccante di vita e i suoi film, il suo teatro e la sua prosa continuano ad affascinare gli intellettuali di tutto il mondo. Il testo Mi dovrete Uccidere ricostruisce in maniera analitica la sua figura di fustigatore dei costumi e di ludico profeta di una società italiana che era in mano a poteri politico-criminali che volevano soffocare, anche con l’omicidio, la democrazia nel paese. Il suo attacco costante e preciso al Potere, amplificato dalla sua possibilità di scrivere su importanti testate giornalistiche italiane, ha rappresentato una voce isolata che aveva avuto la capacità e la volontà di denunciare connivenze che la magistratura porterà alla luce solo dopo indagini durante decenni.

L’Autore, a sostegno dell’omicidio politico, cita stralci di atti giudiziari e delle commissioni parlamentari ad avvalorare l’aspetto della scomodità per il Potere rispetto alle indagini fino a quel momento compiute da Pasolini e che avrebbero costituito il nucleo narrativo di Petrolio. Sani sostiene la tesi che si sia voluto far tacere una voce dissenziente così potente, cercando altresì di mistificare la sua morte con uno squallido comportamento da esecrare (così come la stampa nazionale aveva etichettato l’episodio). Il tentativo non è riuscito e oggi siamo qui per celebrarne l’immagine che continua a vivere nella sua opera.

Dialoga con l’autore:

Antonio Parisi, giornalista

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