Nuovo ciclo di incontri culturali mensili, sempre di domenica pomeriggio, arricchito da documentari audio-visivi sia in francese che in italiano, presentato e spiegato dal professore Edmond Galasso.
Il tema principale di questi nuovi incontri si sviluppa intorno alla rivalità secolare esistente tra Francia e Italia, non solo attraversando i vari eventi politici, economici, religiosi, artistici tra le due nazioni, ma anche servendosi dei volti storici che hanno fatto la storia, dal Medioevo all’epoca contemporanea; a partire dai rapporti pacifici e bellicosi intercorsi fra i due paesi, per poi approfondire le figure di Bonifacio VIII, Garibaldi, Re Filippo il Bello, Francesco Primo di Valois, Leonardo da Vinci, Caterina dei Medici, Maria dei Medici, Re Enrico IV di Francia, il cardinale-ministro di Francia, Mazzarino, il musicista Gianbattista Viotti compositore presunto della “Marsigliese”, la contessa Migliacci con Napoléon in fuga dall’Elba, la regina di Francia, Maria Adelaide di Borbone, lo scrittore Alexandre Dumas con la spedizione dei “Mille” e molti altri personaggi cardine.
Domenica 2 febbraio | ore 17:00: “Carlo d’Angiò, una corona francese a Napoli! (1266-1285)”
Dalle vittorie eclatanti di Benevento (1266) contro Manfredi e di Tagliacozzo (1268) contro Corradino di Svevia alla “débâcle” dei Vespri siciliani (30 marzo 1282), Carlo d’Angiò fu senza dubbio un sovrano francese dei più discussi della storia medioevale italiana. Ultimogenito dei reali di Francia (Louis VIII e Blanche de Castille), nato a Parigi nel 1226-1227 e morto a Foggia nel 1285 ma sepolto a Napoli, fu famoso per aver “ereditato” il regno dell’Italia meridionale e di Sicilia tra papi, sete di potere, conflitti e tasse. Ben diverso dal fratello maggiore, re Louis IX, Carlo d’Angiò fu spesso giudicato dagli storici europei in modo molto controverso. Da una parte della storiografia contemporanea fu condannato per la sua eccessiva sete di potere, la crudeltà, il dispotismo e la sua spregiudicatezza; dall’altra parte, specialmente per gli storici francesi, fu elogiato per il coraggio, la religiosità e la fermezza.
