RECENSIONE

di Francesco Palombi

Editore

LA CRIMINALITà SERVENTE NEL CASO MORO

di Simona Zecchi

L’emergenza che stiamo vivendo non ha consentito ai Quotidiani di dedicare lo scorso 16 marzo articoli e riflessioni, come accade puntualmente da oltre quarant’anni, nel giorno della ricorrenza dell’eccidio di via Mario Fani e del sequestro dell’On. Aldo Moro.

Provo a farlo attraverso la recensione del libro di Simona Zecchi, bravissima giornalista investigativa che vanta al suo attivo ricerche e pubblicazioni dedicate sia alla tragica morte di Pier Paolo Pasolini che per l’appunto al Caso Moro, che si inserisce all’interno della vastissima bibliografia sull’argomento portando all’attenzione del lettore nuovi e clamorosi spunti di riflessione e motivo per ulteriori indagini per gli inquirenti.

Studiando le carte dei vari Processi e consultando gli Archivi delle diverse Commissioni di Inchiesta sul Caso Moro che il Parlamento Italiano ha avviato, emerge in modo chiaro il ruolo ricoperto nella tragica vicenda dalla criminalità organizzata e segnatamente da quella più pericolosa ed infiltrata all’interno dei centri di potere ed economici del nostro Paese: la calabrese ‘ndrangheta.

Il titolo del saggio non poteva essere più eloquente. La criminalità servente è stata utilizzata da una parte dei poteri politici e da una parte di quelli inquirenti per deviare ed indirizzare le indagini tenendole ben lontane da quello che doveva essere l’unico obiettivo; l’individuazione del commando terroristico che aveva condotto a termine la strage – con una finora mai vista precisione e capacità di fuoco – e trovare il covo nel quale era segregato l’On. Moro. Anche su questo punto, l’indagine della Zecchi si ferma con grande precisione ed attenzione e, lavorando sulle migliaia di carte consultate e studiate, si scoprono altre verità, ben diverse da quelle finora note secondo le quali il covo di via Montalcini fu l’unica prigione nei lunghi, interminabili 55 giorni del sequestro.

Un libro che si legge tutto di un fiato, dove ogni pagina smonta le conoscenze precostituite e dà vita a nuove e documentate ricostruzioni come soltanto uno scritto di inchiesta sa fare e di questo bisogna essere sempre grati all’Autrice. Un testo che non può mancare nella libreria di chi vuole approfondire una storia ed una vicenda tra le più oscure e drammatiche del dopoguerra.

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