RECENSIONE

di TONIA

Libraia | Content Editor

QUALITY LAND

di Marc-Uwe Kling

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Signore e signori, allacciate le cinture: benvenuti a QualityLand!

Avete presente quella scena in cui parlate con il vostro amico di quell’ultimissimo modello di aspirapolvere, di quel set di pentole o di quell’auto che guidereste molto volentieri e il giorno dopo quella stessa cosa vi si ripropone sullo schermo dello smartphone sotto forma di pubblicità? Avete presente l’espressione tra lo sconcertato, l’ammirato e il terrificato che assumete nel fissare quell’immagine? Chi mi sente? Qualcuno mi controlla? O ancora: vi ricordate di quando vostra madre vi ha chiesto di ordinarle on-line l’ultimo calendario di Padre Pio e poi per i successivi trecentomila giorni vi sono apparse in loop pubblicità di papa Francesco, di una vacanza da sogno a Lourdes o la bottiglina di acqua santa a soli € 9,43 con lo sconto del 15%?

Tutto questo ci inquieta, ogni tanto ci scoccia e alcune volte non ci facciamo nemmeno troppo caso

Eppure, qualcuno ha deciso che quella cosa ci interessa in base a una nostra singola ricerca. Qualcuno ci ha classificati e registrati definendo i nostri interessi come se fossero sacrosanti e inequivocabili. Immaginate questo ed estremizzatelo all’ennesima potenza. In QualityLand, pubblicato questo mese da Feltrinelli nella duplice versione “per ottimisti” e “per pessimisti”, Marc-Uwe Kling mette in piedi una realtà che ci appartiene, che riguarda il nostro presente ma soprattutto il nostro futuro e la dipinge in tutta la sua potenziale ma nemmeno troppo lontana assurdità.

Non storcete il naso dinanzi all’ennesimo libro che parla del rapporto tra macchine e uomini

Fiumi e fiumi di parole sono state già scritte, decine e decine di film già girati, centinaia di futuri scenari già ipotizzati. Ma credetemi, questo libro ha la capacità di non essere banale, facendoci riflettere e divertire al tempo stesso. In questo paese dal sapore fortemente distopico la qualità e la tecnologia regnano sovrane, lemacchine vivono spalla a spalla con gli uomini e li condizionano in tutto. Ci sono droni che consegnano a casa oggetti che non avevi ordinato ma che loro sanno essere tra i tuoi desideri, le automobili si guidano da sole, un sistema sceglie per te la tua anima gemella, combina l’appuntamento e ti aiuta anche a gestire in tutta sicurezza il tuo “post serata”. Per non parlare del servizio in grado di modificare geneticamente i bambini ancor prima che nascano e di un altro che ti classifica nella società definendoti come più o meno “utile”.

All’improvviso però si crea una falla nel sistema

Peter, il protagonista della storia e titolare di un negozio di rottamazione di robot, riceve a casa un oggetto che TheShop ritiene desiderato ma che lui non desidera affatto. Da qui si innescano una serie di vicende rocambolesche vissute insieme ai suoi amici salvati dalla demolizione: un sex robot impotente, una e-poetessa con il blocco dello scrittore, un drone che ha paura di volare, un robot da combattimento psicologicamente instabile e un QualityPad rosa. Peter si ribella al sistema, non ci sta, alza la testa e ci fa riflettere sul potere del singolo, sull’importanza che può assumere anche una sola voce fuori dal coro che si contrappone alla grande macchina tecnologica: “Il sistema dice che lo voglio, ma non è vero”.

L’autore non la tocca affatto piano

Il libro è un succedersi di stoccate agli eccessi della digitalizzazione e alla società odierna: da Zuckerberg ad Amazon, passando per i vertici della politica e la tv spazzatura, Kling non risparmia nessuno. Anche se gli cambia i connotati, ci rendiamo perfettamente conto di chi sta parlando. Ed ecco che Facebook assume il nome di Tutti Quanti, che Amazon si trasforma in TheShop – l’azienda di commercio più amata al mondo e Tinder viene esasperato in QualityPartner. Kling mette in piedi una realtà in cui le macchine talvolta sanno essere più empatiche e sensibili degli umani. Più si legge e più si sorride perché ci si riconosce nei gesti, negli automatismi e nelle azioni che compiamo ogni singolo giorno. Arrivati all’ultima pagina, nella leggerezza di una storia alla quale ci si appassiona e che viene tracciata con chiarezza e originalità, riemergono subito interrogativi spinosi, questioni che ci invitano a riflettere su quello che stiamo creando.

Chi siamo?

Quanto siamo consapevoli delle nostre scelte e quanto queste sono condizionate e influenzate dalla tecnologia che ci circonda? Un libro da leggere per lasciarsi divertire ma soprattutto stuzzicare la coscienza.

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